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The Platters – Smoke Gets In Your Eyes

The Platters – Smoke Gets In Your Eyes – Con  testo e traduzione

“Mi hanno chiesto
se il mio amore fosse veramente amore
naturalmente ho risposto
che avevo qualcosa dentro
che non poteva essere smentito

Mi dissero che un giorno avrei scoperto
che l’amore è cieco
e che quando il tuo cuore è in fiamme
devi renderti conto
che hai il fumo negli occhi

Allora mi presi gioco di loro
e risi allegramente
al pensiero che essi potessero
mettere in dubbio il mio amore
ma ora che il mio amore è volato via
sono senza il mio amore

Ora gli amici mi deridono
ed io non posso nascondere le lacrime
allora sorrido dicendo
quando la fiamma d’amore si spegne
tu hai il fumo negli occhi
tu hai il fumo negli occhi”.

The Platters – Smoke Gets In Your Eyes

“They asked me how I knew
my true love was true
oh, I of course replied
something here inside cannot be denied

They said someday you’ll find
all who love are blind
oh, when your heart’s on fire
you must realize
smoke gets in your eyes

So I chaffed them and I gaily laughed
to think they could doubt my love
yet today my love has flown away
I am without my love

Now laughing friends deride
tears I can not hide
oh, so I smile and say
when a lovely flame dies
smoke gets in your eyes
smoke gets in your eyes”.

Informazioni autore

The Platters sono stati un gruppo musicale statunitense, particolarmente famoso nella seconda metà degli anni cinquanta.

Nati nel 1953 a Los Angeles, i Platters si caratterizzano per quella particolare tecnica vocale conosciuta come doo-wop, che consiste nel rinforzare il canto solista con armonie vocali sincopate e cori utilizzati più come strumenti d’accompagnamento che come voci vere e proprie. Il primo grande successo arriva quando i Platters vengono scritturati dalla Mercury Records, e il produttore-musicista Buck Ram nel 1955 propone loro di rilanciare un brano che avevano già pubblicato senza successo con un’altra etichetta discografica.

Il brano, intitolato Only you, viene riarrangiato dal maestro Ernie Freeman, che in seguito scriverà partiture anche per Paul Anka e Frank Sinatra, ma viene distribuito nel limitato circuito “nero”. Solo dopo qualche mese il disco viene recapitato al famoso disc-jockey Alan Freed di Cleveland, che comincia a trasmetterlo nelle radio locali. Di qui nasce l’interesse degli ascoltatori e la scalata alle classifiche nazionali, determinata da una serie di novità che caratterizzano il gruppo: in primo luogo la voce solista, elegante e impostata, di Tony Williams, proveniente dalla tradizione gospel, che utilizza per la prima volta il famoso “singhiozzo” per spezzettare le note; la presenza di un elemento femminile nel gruppo (la giovanissima Zola Taylor) che rende unici gli impasti vocali; infine la presenza degli archi negli arrangiamenti, novità assoluta per un gruppo di colore.

Dopo Only You (che arriva anche in Italia con più di un anno di ritardo e diventa il disco più venduto del 1957), il successo si ripete con My prayer, cover del brano Avant de mourir composto negli anni ’20 dal rumeno Georges Boulanger, che raggiunge la prima posizione negli Stati Uniti per due settimane nel 1956Twilight Time che raggiunge la prima posizione nel 1958 negli Stati Uniti e la terza nel Regno Unito, The great pretender e You’ll never never know, tutte arrangiate con il famoso terzinato che inflazionerà la musica popolare per circa un decennio. Lo stile dei Platters influenzerà molti musicisti in Europa, alcuni dei quali daranno vita a gruppi vocali che seguono lo stesso stile, come ad esempio il complesso milanese “I Campioni” di cui faranno parte, in periodi diversi, anche Tony Dallara e Lucio Battisti.

Il gruppo scriverà un importante capitolo della storia della musica attraverso un genere molto innovativo per l’epoca vendendo ben 53 milioni di dischi, con successi planetari quali Smoke Gets in Your EyesTwilight clockHarbor lights, ma subisce una prima battuta d’arresto quando, nel 1960, il solista Tony Williams decide di mettersi in proprio. Di qui una serie di rimaneggiamenti, anche pesanti, nella formazione e l’utilizzo del nome “The Platters” da parte di ciascun componente che decideva di formare un proprio gruppo, tanto che si è venuta a creare nel tempo una paradossale situazione, che dura ancora oggi, in cui circa un centinaio di gruppi vocali continuano ad esibirsi nei circuiti revival, usando più o meno legittimamente il nome “The original Platters”. Nel 1990 il gruppo è stato introdotto nella Rock and Roll Hall of Fame e successivamente, nel 1998, nella Vocal Group Hall of Fame.

https://it.wikipedia.org/wiki/The_Platters

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