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La musica al tempo dei greci e nella civiltà Romana 9

Dopo aver dato un rapido sguardo allo sviluppo della musica dalla preistoria, passando per l’oriente e l’estremo oriente, ci troviamo ora ad esaminare come la musica si sia sviluppata nel bacino del mediterraneo passando dalla Grecia e infine influenzando la civiltà romana.

La musica nell’antica Grecia

La musica ha sempre avuto un ruolo importante in tutto il bacino del mediterraneo. Anche se non ci è rimasta una grande raccolta musicale dall’antica Grecia, sappiamo che vi era stato un notevole sviluppo anche in quest’arte.

Ad esempio i musicisti greci svilupparono un proprio sistema di scrittura musicale. (Vedi il canto di Lino)

Inoltre la poesia epica di Omero veniva in origine non solo recitata, ma cantata con un accompagnamento strumentale.

A nostra disposizione abbiamo oltre a ciò, diverse canzoni complete nell’antica notazione musicale greca, ‘notazione enchiriadic‘, alcune delle quali ci mostrano che venivano eseguite più note all’unisono, il che indica che già a quel tempo lo studio dell’armonica musicale era già sviluppato.

Ma che dire dello sviluppo musicale nella civiltà romana?

La civiltà Romana e la musica

Purtroppo in questo caso non ci sono pervenute molte testimonianze scritte di musica romana, forse questo è dovuto alla convinzione che si trattava di un’arte sacra e che non poteva dunque essere profanata mettendola per iscritto.

Comunque, la musica nella civiltà romana fu un fenomeno culturale importante dall’inizio della storia di Roma, fino alla caduta dell’Impero.

La musica era in uso ai funerali, accompagnava gli spettacoli e gli eventi nelle arene, e faceva parte dello spettacolo chiamato pantomimus, una prima forma di balletto narrativo che combinava danza espressiva, musica strumentale e un libretto cantato.

Ad esempio, la canzone (carmen) era parte integrante di quasi ogni occasione sociale.

Il Carmen saeculare di Orazio, per esempio, fu commissionata da Augusto e fu eseguita da un coro misto per bambini ai Giochi secolari (Ludi Saeculares) nel 17 a.C.

Sotto l’influenza della teoria dell’antica Grecia, la musica fu pensata per riflettere la regolarità del cosmo, e venne associata in particolare con la matematica e la conoscenza.

Anche la musica etrusca ebbe un’influenza sulla musica più antica dei Romani.

Inoltre durante il periodo imperiale, i Romani portarono la loro musica nelle province, mentre le tradizioni dell’Asia Minore, del Nord Africa e della Gallia divennero parte integrante della cultura romana.

Ma come poteva risultare alle nostre orecchie la musica di quel tempo? 

Possiamo averne un assaggio ascoltando questo brano musicale

In conclusione

Nella storia la musica ha sempre rivestito un ruolo importante. In questo breve articolo abbiamo voluto solamente sfiorare ciò che la musica ha rappresentato e significato nella cultura Greca e nella civiltà Romana.

Con questo articolo volevamo stimolare una maggior ricerca e approfondimento nei nostri lettori.

Come sempre la musica ha rappresentato anche qualcosa di sacro, piacevole, positivo, non solo per chi la trasmetteva ma anche in chi ne veniva in contatto, esattamente come ai nostri giorni.

L’invito è quindi, ad esplorare il mondo della musica, alla ricerca dei messaggi positivi che essa ci trasmette.

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